{"id":534,"date":"2021-02-18T16:05:05","date_gmt":"2021-02-18T16:05:05","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=534"},"modified":"2021-02-18T16:05:05","modified_gmt":"2021-02-18T16:05:05","slug":"massa-dei-sabbioni-storia-di-un-borgo-storia-di-unantica-fattoria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/massa-dei-sabbioni-storia-di-un-borgo-storia-di-unantica-fattoria\/","title":{"rendered":"Massa dei Sabbioni. Storia di un borgo, storia di un&#8217;antica fattoria."},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi Massa dei Sabbioni \u00e8 un piccolo borgo in espansione, arroccato su una fascia di basse colline che non superano i 600 m.s.l.m. Il nuovo impianto urbanistico ha modificato la struttura originaria, non permettendo pi\u00f9 una facile lettura di quello che \u00e8 stato il paese nel suo passato, ovvero il centro principale di una fattoria mezzadrile fino agli inizi dell&#8217;Ottocento. Massa ha poi subito, come tutti i paesi che si affacciano sul bacino minerario, profonde trasformazione lungo tutto l&#8217;arco del Novecento ed infine ha vissuto l&#8217;odierno exploit di costruzioni edilizie.<\/p>\n\n\n\n<p>Per scoprire la storia di questa frazione del Comune di Cavriglia \u00e8 necessario partire dal Medioevo e dagli Archivi Parrocchiali della Diocesi di Fiesole, dai quali sappiamo che il primo nucleo e la chiesa, situata nella piazza centrale e dedicata a San Pietro, risalgono a prima del 1299. Per avere poi le prime documentazioni riguardanti la fattoria di Massa bisogna aspettare la met\u00e0 del 1500, quando il borgo divenne parte delle propriet\u00e0 al di fuori dalla citt\u00e0 di Firenze dell\u2019Ospedale di Santa Maria Nuova. L\u2019Ospedale di Santa Maria Nuova era stato fondato come ente laico assistenziale alla fine del Duecento da Folco Portinari, padre della famosa Beatrice, quella di Dante, con lo scopo di prendersi cura delle persone pi\u00f9<br>indigenti della citt\u00e0 di Firenze. L\u2019Ospedale gi\u00e0 dopo la sua creazione and\u00f2 incrementando i propri possedimenti grazie ad acquisti e donazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla documentazione presente nel fondo di Santa Maria Nuova risulta che la costituzione della fattoria di Massa avvenne per fasi, alcune antecedenti all\u2019acquisizione dell\u2019Ospedale, attraverso donazioni e acquisti. Nel 1553 la propriet\u00e0 della fattoria si arricch\u00ec di altre tre unit\u00e0 produttive: il podere delle Macie di Sopra, il podere delle Macie di Sotto e il podere di Volpi.<br>Nei primi anni del Seicento la fattoria venne ispezionata dall\u2019Amministrazione dell\u2019Ospedale con una visita di Don Barnaba degli Oddi. Grazie al suo resoconto conosciamo oggi gli aspetti riguardanti la vita che si svolgeva tra le colline, la struttura della fattoria, le abitazioni e le coltivazioni. I poderi compresi nel patrimonio della fattoria in questi anni arrivarono a dieci: Poderuzzo, Pianale, Caiano, Torsoli, Frantoio a Camonti, Castelnuovo. Non era una grossa fattoria e i poderi non avevano tutti le stesse dimensioni, il pi\u00f9 grande era quello di Caiano dove per\u00f2, a causa dell&#8217;altitudine non si coltivava grano, viti o olivi; mentre il podere di Torsoli era il pi\u00f9 piccolo. Sappiamo anche che presso la Chiesa di San Pietro si svolgevano le attivit\u00e0 amministrative e sociali e vi si trovava la casa del fattore. La casa era provvista di cantina, tinaia, frantoio e macinatoio per le olive, era anche abbastanza grande tanto da ospitare coloro che venivano mandati a far dei controlli sulla propriet\u00e0 da parte dello Spedale fiorentino. Per quanto riguarda le coltivazioni sappiamo che i poderi per la maggior parte erano coltivati a vite e olivo, come avviene anche oggi; i boschi, situati nei poderi pi\u00f9 collinari, erano pieni di marroni e castagne e fornivano apporto energetico fondamentale per la dieta dei contadini. Qualche anno dopo ai dieci poderi se ne aggiunsero altri sei raggiungendo cos\u00ec la massima espansione della fattoria: Cafaggiolo, Colle e Poggio di Colle, Casanuova sopra e Casanuova sotto ed infine Casuccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1767 la fattoria di Massa venne poi ceduta dall\u2019Ospedale di Santa Maria Nuova in affitto, probabilmente a causa di difficolt\u00e0 legate alla gestione del notevole patrimonio accumulato negli anni. I poderi rimasero nominalmente gli stessi, dotati ognuno di una casa per il lavoratore, con seminativi scelti in base alla collocazione geografica del terreno, come gi\u00e0<br>avveniva negli anni precedenti. Alla scadenza dell\u2019affitto il 25 aprile 1781, non senza qualche accesa controversia, i poderi della fattoria di Massa, insieme ad altri possedimenti dell\u2019Ospedale vennero allivellati cos\u00ec<br>come era stato stabilito dalle riforme leopoldine. Alcuni di questi terreni vennero acquistati dagli stessi contadini che gi\u00e0 lavorano la terra. Grazie a questa nuova tipologia di contratto dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento avvennero alcune sostanziali modifiche nella struttura socio-economica del piccolo borgo: alcuni dei poderi vennero affrancati dal livello, pratica questa prevista nei nuovi contratti del periodo leopoldino. Le famiglie che riuscirono in questa impresa furono i Bondi, i Baldi, i Beni diventando dei piccoli proprietari &#8211; coltivatori.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Questo nuovo equilibrio economico sub\u00ec forti mutamenti con l\u2019inizio dell\u2019escavazione della lignite sul finire dell\u2019Ottocento. Bench\u00e9 pochi fossero i poderi della ex fattoria coinvolti nell\u2019estrazione del materiale fossile anche questa zona, come tutto l\u2019intero Comune di Cavriglia, sub\u00ec un forte incremento demografico e i coltivatori possidenti furono incentivati a ristrutturare le proprie abitazioni, creando modesti e ristretti appartamenti da dare in affitto. Tutto questo accade anche alla casa del fattore a cui vennero addossati nuove costruzioni in maniera disordinata e disomogenea rendendo oggi quasi del tutto irriconoscibile la struttura originaria.<br>Lo sconvolgimento pi\u00f9 grande che vide coinvolti i terreni dell\u2019Ospedale, per\u00f2 avvenne con il passaggio all\u2019escavazione a cielo aperto della lignite e con il seguente abbandono del paese di Castelnuovo. Conseguenza dell\u2019abbandono fu l\u2019utilizzo del podere del Frantoio di Castelnuovo, chiamato anche \u2018Fattoio\u2019, impiegato per lo spostamento e il nuovo alloggiamento degli abitanti del paese di Castelnuovo. Dopo la chiusura delle miniere, Massa dei Sabbioni ha continuato la sua espansione lungo la strada statale che la taglia in due senza perdere del tutto i campi coltivati a olivi e vigne che un lontano passato a portato fino a noi.<\/p>\n\n\n\n<p>(G.Peri)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi Massa dei Sabbioni \u00e8 un piccolo borgo in espansione, arroccato su una fascia di basse colline che non superano i 600 m.s.l.m. Il nuovo impianto urbanistico ha modificato la struttura originaria, non permettendo pi\u00f9 una facile lettura di quello che \u00e8 stato il paese nel suo passato, ovvero il centro principale di una fattoria mezzadrile fino agli inizi dell&#8217;Ottocento. 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