{"id":496,"date":"2020-08-16T04:46:09","date_gmt":"2020-08-16T04:46:09","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=496"},"modified":"2020-08-16T04:46:09","modified_gmt":"2020-08-16T04:46:09","slug":"storia-di-una-collezione-la-nascita-del-museo-delle-miniere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/storia-di-una-collezione-la-nascita-del-museo-delle-miniere\/","title":{"rendered":"Storia di una collezione: la nascita del museo delle miniere"},"content":{"rendered":"\n<p>I musei sono molte cose; senza dubbio sono lo specchio della loro collezione formatasi nel tempo, vera e propria anima del museo. Di solito le collezioni sono il risultato di molteplici fattori e di circostanze insolite che si intrecciano nei secoli con le vicende e le personalit\u00e0 dei collezionisti, oscillando spesso fra dimostrazioni di potere e mecenatismo. Quando i tempi sono cambiati e sono state \u201caperte al pubblico\u201d le collezioni dei musei sono divenute esse stesse storie che si raccontano, capaci di intrecciare il loro passato con la storia della loro musealizzazione. Queste storie a loro volta continuano a mescolarsi e trasformarsi ancora incontrando i visitatori\u2026. Entrare in un museo \u00e8 viaggiare nello spazio-tempo, non c&#8217;\u00e8 luogo pi\u00f9 curioso e movimentato nella apparentemente staticit\u00e0 \u2026 Un museo va guardato dal verso giusto!! Difficile arrivare al punto di partenza della storia e ancor pi\u00f9 complesso determinare un punto di fine. Un museo \u00e8 connessione, sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentiamo molto spesso dire che i musei sono partecipativi, aperti al dialogo e allo scambio con i pubblici, con i territori, che creano interazione, condividono contenuti, progetti, conoscenza &#8230; Il patrimonio che i musei tutelano, promuovono e valorizzano \u00e8 parte integrante di ognuno di noi che dovrebbe sentirsi addosso la responsabilit\u00e0 di questa custodia; ognuno di noi \u00e8 depositario di una parte del patrimonio della comunit\u00e0. Il discorso \u00e8 complicato ma in qualche modo si lega alla singolare storia&nbsp; che vogliamo raccontare questo mese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo indietro nel tempo. Nella scuola elementare di Castelnuovo dei Sabbioni c\u2019era un museo. Nei primi anni Novanta del secolo scorso venivano a visitarlo molte classi delle scuole del Valdarno.&nbsp; Proprio questo fatto spinse le insegnanti di allora a riflettere sull&#8217;importanza dei reperti posseduti e da ci\u00f2 nacque l\u2019esigenza di riorganizzarli in modo pi\u00f9 sistematico. Partirono da questo presupposto per organizzare il nuovo museo:&nbsp; \u201c<em>una struttura museale assolve ai suoi compiti se riesce a suscitare nel visitatore l\u2019interesse per le vicende passate e a porsi come punto di riferimento e di partenza per quelle future\u201d. <\/em>Lo scopo era preciso, il museo sarebbe stato un<em> punto di incontro sociale e fruibile da tutta la comunit\u00e0.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda andava per\u00f2 indietro nel tempo: anni prima una comunit\u00e0 aveva preso in mano la propria storia, \u201cmusealizzandola\u201d e condividendola Questa prima collezione \u00e8 il nucleo principale dei reperti e degli oggetti esposti oggi al museo Mine, costituitasi 43 anni fa. Dall&#8217;apertura del museo, nel 2012, poi si sono aggiunti altri pezzi, documenti, libri e fotografie, donati dalla comunit\u00e0 residente nel territorio e nel Valdarno che hanno permesso alla collezione di ampliarsi e di svilupparsi sempre mantenendo questo spirito di condivisione e partecipazione. Si racconta anche cos\u00ec la memoria di una terra, memoria che per qualcuno \u00e8 una specie di magazzino dove dei custodi conservano il ricordo, il passato fatto di oggetti, vecchi album da sfogliare, racconti e per qualcun altro invece la memoria si costruisce e si plasma attraverso tracce che non chiedono altro che d&#8217;esser lette. La collezione del museo MINE si muove fra questi due poli.<\/p>\n\n\n\n<p>Anno scolastico 1977-1978. La maestra Alessandra Camici insegnava alle scuole elementari di Castelnuovo dei Sabbioni, all&#8217;epoca intitolate al poeta figlinese Vittorio Locchi. Gli anni Settanta sono anni particolari per la didattica scolastica. I temi ambientali, la scoperta del territorio e della sua storia erano spesso affrontati e discussi a scuola. L&#8217;ambiente e la storia erano temi strettamente connessi&nbsp; alla formazione e all&#8217;educazione. Erano gli anni delle sperimentazioni e del tempo pieno dove si potevano fare progetti di interclasse. Cos\u00ec ha inizio la nostra storia. Un gruppo di insegnanti e di bambini provenienti da diverse classi impost\u00f2 un progetto di ricerca importante: esplorare il territorio alla scoperta della storia del paese e delle miniere. Gli anni Settanta sono stati il periodo nel quale le miniere cielo aperto di lignite erano a pieno regime e l&#8217;escavazione aveva gi\u00e0 iniziato a modificare il paesaggio circostante. Le miniere in galleria, con i loro oggetti e le storie di chi vi aveva lavorato stavano scomparendo. L&#8217;idea molto semplice ed efficace che venne in mente al gruppo di insegnanti fu quella di raccogliere questa memoria in un piccolo museo scolastico. Furono coinvolti 15 alunni e si inizi\u00f2 il progetto. La scuola contatt\u00f2 la miniera per poter accedere ai bacini di scavo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei dintorni di Bomba i bambini recuperano i minerali che oggi fanno parte della collezione del museo e altri reperti. Alla scuola vennero consegnati anche due carotaggi per far comprendere com&#8217;era fatto il sottosuolo. Inizi\u00f2 il percorso che avrebbe portato all\u2019esposizione. Il piccolo museo scolastico aveva diverse bacheche nelle quali si conservava il materiale. Ogni oggetto era stato catalogato dai partecipanti sotto la supervisione delle insegnanti e dei geologi che lavoravano in miniera. Una mano l&#8217;aveva data anche Rambaldo Marcucci che a Castelnuovo dei Sabbioni, nella sua ex abitazione, aveva dato vita ad un piccolo museo. Per l\u2019allestimento i ragazzi avevano studiato il percorso di visita e redatto una piccola guida illustrata che ricostruiva la storia geologica del territorio, quelle sociale e quella lavorativa. Un piccolo spazio era stato dedicato agli oggetti della miniera, strumenti, indumenti e materiali che ricordassero le vicende lavorative in galleria. Il passo successivo fu il coinvolgimento della comunit\u00e0 attraverso la registrazione dei racconti dei testimoni, dei quali purtroppo oggi abbiamo perso le tracce.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu costruito anche un plastico che mostrava le trasformazioni in atto nel territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1994 il museo era ancora a scuola e negli anni era stato visitato da numerosi studenti. I tempi stavano cambiando, le classi aumentavano; gli spazi del museo dovevano ridursi. Mentre la vecchia scuola elementare Vittorio Locchi veniva inserita in quello che \u00e8 oggi \u00e8 noto come l&#8217;Istituto Comprensivo Dante Alighieri, il piccolo museo veniva consegnato al Comune e si trasferiva in via Papa Giovanni XXIII a Castelnuovo dei Sabbioni divenendo il primo centro di documentazione delle miniere di Cavriglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi sono cambiati ancora. Qualche decennio dopo nel vecchio paese di Castelnuovo \u00e8 stato aperto il museo Mine che al suo interno ha esposto proprio una serie di oggetti che provengono da questo piccolo, sperimentale, museo scolastico e di comunit\u00e0. Le attivit\u00e0 con le scuole sono riprese e una collezione nata dal lavoro di ricerca dei pi\u00f9 piccoli con l&#8217;aiuto della famiglie e della comunit\u00e0 \u00e8 ritornata nuovamente aperta alla comunit\u00e0 e molte altre persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia che siamo riusciti a ricostruire attraverso documenti, schede di catalogazione e vecchie fotocopie. Quando abbiamo parlato con la maestra Camici, lei si \u00e8 commossa perch\u00e9 un progetto di quasi 50 anni fa continua a vivere ed arricchirsi delle storie e degli oggetti della comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>(P. Bertoncini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella scuola elementare di Castelnuovo dei Sabbioni c\u2019era un museo. Nei primi anni Novanta del secolo scorso venivano a visitarlo molte classi delle scuole del Valdarno.  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