{"id":456,"date":"2020-03-24T14:04:23","date_gmt":"2020-03-24T14:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=456"},"modified":"2020-03-24T14:04:23","modified_gmt":"2020-03-24T14:04:23","slug":"storie-di-lignite-e-ferrovie-nelle-frazioni-del-comune-di-caviglia-il-caso-vacchereccia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/storie-di-lignite-e-ferrovie-nelle-frazioni-del-comune-di-caviglia-il-caso-vacchereccia\/","title":{"rendered":"Storie di lignite e ferrovie nelle frazioni del Comune di Caviglia: il caso \u201cVacchereccia\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi la localit\u00e0 di Vacchereccia \u00e8 una frazione piuttosto popolosa del Comune di Cavriglia. Ripercorrendo la storia delle miniere questa parte di territorio appare toccata marginalmente dalle vicende di gallerie ed escavazioni. Sappiamo che alcuni minatori vivevano anche da queste parti e che si recavano a piedi nelle miniere del bacino di Castelnuovo e in quelle limitrofe ma miniere aperte a Vacchereccia non c\u2019erano. La trasformazione del suolo sarebbe avvenuta molto dopo con l\u2019arrivo delle terre dei bacini di scavo di Castelnuovo dei Sabbioni messe poi a discarica. In realt\u00e0 ci sono due documenti curiosi della prima met\u00e0 del Novecento che raccontano di come anche questa frazione abbia a che fare con le miniere fin quasi dall&#8217;inizio&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>La zona di Vacchereccia era prevalentemente agricola, come gran parte dei terreni del Comune di Cavriglia prima che l\u2019economica del territorio fosse \u201crisucchiata\u201d dalle miniere. Gran parte dei terreni agricoli posti attorno e dentro l\u2019attuale frazione di Vacchereccia appartenevano da tempo alla fattoria di San Martino di propriet\u00e0 dello Spedale degli Innocenti di Firenze. San Martino era un piccolo paese posto fra Castelnuovo dei Sabbioni e Gaville, a due passi dal castello di Pianfranzese. Fu investito dall&#8217;attivit\u00e0 mineraria fin dal suo primo sviluppo, trovandosi nei pressi di uno dei bacino di scavo (zona Allori). San Martino oggi non esiste pi\u00f9 ma le sue vicende e la sua storia arrivano oltre il secondo dopoguerra e fu uno dei luoghi degli eccidi del luglio 1944.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre del 1904 i proprietari della miniera Tegolaia, Fineschi -Ferretti, fra le varie impellenze hanno quella di vendere il combustibile che viene estratto. \u00a0Ora per chi non \u00e8 della zona \u00e8 necessario approfondire. Tegolaia \u00e8 una localit\u00e0 posta fra Cavriglia e Malpasso, non distante da Vacchereccia. I due proprietari di miniera per poter trasportare la lignite a valle avevano solo una possibilit\u00e0: attraversare parte dei poderi di Vacchereccia. Solo cos\u00ec la miniera di Tegolaia \u2013 fra l\u2019altro anche questa era stata una zona di propriet\u00e0 dello Spedale degli Innocenti e della fattoria di Cavriglia \u2013 avrebbe potuto continuare a lavorare. L\u2019idea di Fineschi e Ferretti \u00e8 piuttosto semplice: chiedere il permesso allo Spedale degli Innocenti per costruire una ferrovia \u2013 in origine doveva essere a trazione animale \u2013 che a trazione meccanica trasportasse la lignite da Tegolaia alla stazione di San Giovanni Valdarno. La richiesta dopo un po\u2019 di tempo venne accordata con alcuni obblighi a\u00a0carico della societ\u00e0 esercente: coprire le spese ed eventuali danni che si sarebbero provocati ai poderi della Fattoria di San Martino. Iniziano velocemente i lavori: un passaggio a livello da realizzarsi all&#8217;interno del podere Vacchereccia per permettere i collegamenti fra i terreni dello Spedale, la deviazione dell\u2019alveo del Borratino di Papio, quella del botrello nei terreni della Fattoria di Vacchereccia, la manutenzione dei fossetti di scolo e l\u2019obbligo dei tagli delle fronde degli alberi che erano stati piantati lungo il corso della ferrovia. Infine si doveva provvedere al mantenimento della riva del Botro di Vacchereccia. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec anche la zona di Vacchereccia viene \u201ccoinvolta\u201d nelle attivit\u00e0 minerarie. La questione sembra risolversi in questi primi anni del 1900, anche perch\u00e9 le miniere poste nella zona di Castelnuovo e degli Allori sono pi\u00f9 grandi e capaci di sostenere l\u2019economia estrattiva dell\u2019intera zona \u2026 ma la questione della lignite a Vacchereccia ricompare, quasi dal nulla, alla fine degli anni Trenta. Nel dicembre del 1938 la Societ\u00e0 Mineraria scrisse al Ministero delle Corporazioni perch\u00e9 aveva necessit\u00e0 di\u00a0 verificare se nella zona di Vacchereccia potevano esserci combustibili solidi. La zona, un\u2019estensione di circa 330 ettari, si concentrava in un\u2019area che andava dal Ponte di Borbuio- borro di San Cipriano fino alla zona di Ponte alle Forche, borro di Vacchereccia, Podere La Piana, Castellaccio e risalendo fino alla localit\u00e0 Casino, insomma pi\u00f9 o meno le attuali zone a cavallo delle colline che separano Vacchereccia da Santa Barbara.\u00a0 Per procedere nei lavori c\u2019erano obblighi ben precisi che la Societ\u00e0 avrebbe dovuto seguire: iniziare i lavori entro due mesi dalla data di notifica del decreto, informare ogni due mesi l\u2019ufficiale minerario dell\u2019andamento dei lavori e dei risultati ottenuti, conservare i campioni geologici dei terreni, corrispondere allo Stato un canone di \u00a3 658. Un anno dopo il Ministero avrebbe dato l\u2019ok. Inizia cos\u00ec un periodo che andr\u00e0 ben oltre due anni arrivando di fatto fino alla met\u00e0 degli anni Cinquanta. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1941 viene concessa una prima proroga al decreto e iniziano ad arrivare le prime relazioni geologiche e minerarie: <em>nella zona in oggetto affiorano solo terreni sabbiosi di origine lacustre e riferibili al pliocene superiore. Manca qualsiasi traccia di affioramenti di banchi lignitiferi, poich\u00e9 questi se esistono debbono trovarsi a grandi profondit\u00e0. La Societ\u00e0 Mineraria del Valdarno, per accertare la presenza del banco esegu\u00ec una trivellazione presso la Fattoria di Vacchereccia. Per queste perforazioni, condotte con sonda a rotazione Derihon della Societ\u00e0 S.I.N., \u00a0si sono dovute superare grandissime difficolt\u00e0 per causa della franosit\u00e0 del foro e dell\u2019assorbimento dell\u2019acqua di circolazione, per cui sono occorsi 10 mesi per raggiungere le arenarie compatte eoceniche che costituiscono l\u2019appoggio della formazione lignitifera\u00a0 e che sono state trovate alla profondit\u00e0 notevole per il bacino del Valdarno di 260 metri mentre la profondit\u00e0 totale del foro ha raggiunto i 267 metri. I terreni attraversati sono stati i seguenti: fino a 7 metri terreni vegetali, fino a 30 metri sabbie gialle, poi fino a 41 metri sabbie azzurre. Da 41 a 162 metri argille renose; da 163 a 177 metri argille torbose e con stratificazioni torbose. A 205 metri argille mentre a 206 metri \u00e8 apparsa lignite torbosa. Poi fino a 215 metri argilla torbosa e da 215 a 267 metri arenaria sciolta e poi compatta. Il sondaggio quindi deve essere considerato negativo. Per completare l\u2019esplorazione del permesso sono previsti altri due fori, uno presso il borro Cestello, l\u2019altro in localit\u00e0 podere Palazzaccio. Si prevede di dover affrontare le gravi difficolt\u00e0 incontrate per il sondaggio gi\u00e0 eseguito a causa della natura dei terreni. Data l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019approvvigionamento di nafta per condurre il lavoro si studier\u00e0 l\u2019allacciamento a linee elettriche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutto ci\u00f2 i lavori proseguono e la Societ\u00e0 ottiene negli anni successivi ulteriori proroghe. Passata la guerra riprendono le trivellazioni e ancora fra il 1946 e il 1948 si cerca lignite a Vacchereccia. Le disposizioni sono molto simili a quelle del primo decreto del 1939. Il 29 novembre del 1949 arriva una nuova richiesta di proroga e la Societ\u00e0 Mineraria spiega il perch\u00e9. Pur ricordano gli esisti negativi dei lavori precedentemente eseguiti nei terreni in oggetto per trovare strati lignitiferi, un sondaggio <em>ripreso dalla Societ\u00e0 su un pozzo eseguito dalle truppe alleate ha rilevato manifestazioni di gas metano. Cos\u00ec quest\u2019indizio consigli\u00f2 ulteriori ricerche per esplorare completamente il sottosuolo. Purtroppo proprio nel tempo in cui \u00e8 stata concessa la proroga \u00a0\u00e8 cominciata la crisi di carattere economico-sociale che ha avuto sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019azienda i gravi effetti che tutti conoscono, ragione per cui la societ\u00e0 non ha potuto fare i lavori<\/em>. Rimanendo le ragioni indicate arriva la richiesta da parte della Societ\u00e0 Mineraria di una nuova proroga, almeno fino a marzo 1950 che puntualmente viene concessa. A marzo del 1950 un\u2019altra proroga, questa volta fino al 1952. La zona nella quale fare ricerche \u00e8 sempre la medesima ma questa volta cambia il canone da corrispondere allo Stato e l\u2019obbligo di rendicontare ogni 4 mesi le attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine la lignite a Vacchereccia non fu trovata! La zona avr\u00e0 comunque a che fare con le miniere decenni dopo ma questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>(P. Bertoncini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la localit\u00e0 di Vacchereccia \u00e8 una frazione piuttosto popolosa del Comune di Cavriglia. Sappiamo che alcuni minatori vivevano anche da queste parti e che si recavano a piedi nelle miniere del bacino di Castelnuovo e in quelle limitrofe ma miniere aperte a Vacchereccia non c\u2019erano. La trasformazione del suolo sarebbe avvenuta molto dopo con l\u2019arrivo delle terre dei bacini di scavo di Castelnuovo dei Sabbioni messe poi a discarica. In realt\u00e0 ci sono due documenti curiosi della prima met\u00e0 del Novecento che raccontano di come anche questa frazione abbia a che fare con le miniere fin quasi dall&#8217;inizio&#8230; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":459,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,17,3,41,10,1,69],"tags":[100,120,117,123,124,88,97,90],"class_list":["post-456","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-laminiera","category-luoghi","category-cronache","category-ricerche","category-uncategorized","category-vacchereccia","tag-minierecavriglia","tag-miningheritage","tag-miningstories","tag-oldstories","tag-vacchereccia","tag-archiviaperti","tag-minieredelvaldarno","tag-tuscany"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/456","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=456"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":458,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/456\/revisions\/458"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/459"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}