{"id":417,"date":"2019-10-29T09:53:09","date_gmt":"2019-10-29T09:53:09","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=417"},"modified":"2019-10-29T09:53:09","modified_gmt":"2019-10-29T09:53:09","slug":"miniere-a-cielo-aperto-a-un-passo-da-firenze","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/miniere-a-cielo-aperto-a-un-passo-da-firenze\/","title":{"rendered":"Miniere a cielo aperto a un passo da Firenze"},"content":{"rendered":"\n<p>Miniere a cielo aperto per estrarre la lignite. Si cominci\u00f2 a parlarne in\u00a0 Valdarno dopo il secondo conflitto mondiale. La guerra aveva inferto un duro colpo all&#8217;economia del territorio e le miniere, che appartenevano ad una societ\u00e0 privata, dovevano riprendere la loro attivit\u00e0 quanto prima. Ci si mise al lavoro abbastanza presto, gi\u00e0 dal 1946 si cerc\u00f2 di riaprire, recuperando ci\u00f2 che si poteva dagli impianti danneggiati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Anni duri quelli che ci portano fino alla met\u00e0 dei \u201850, durante i quali si assistette nella zona a manifestazioni, scioperi, occupazioni illecite, nascita e chiusura di cooperative di lavoratori&#8230;insomma ci si invent\u00f2 di tutto per salvare il posto di lavoro: i minatori con a fianco le loro donne e i loro figli. La Societ\u00e0 aveva altri progetti, riprendere s\u00ec la produzione ma presentarsi anche in modo competitivo sul mercato\u2026 e fu cos\u00ec che nacque il piano \u201cSanta Barbara\u201d. Esso era piuttosto semplice nell&#8217;idea generale: meccanizzare l\u2019intero processo estrattivo della lignite e costruire una nuova centrale. Un po\u2019 pi\u00f9 complesso da organizzare. Dopo i vari sopralluoghi fu scelta l\u2019area in prossimit\u00e0 del villaggio minatori di Santa Barbara per costruire una nuova centrale e ci si affid\u00f2 allo studio di ingegneria di Otto Gold per capire come sviluppare l\u2019idea di un bacino di scavo a cielo aperto. Otto Gold era uno specialista nel settore, abituato ad analizzare e sviluppare studi per le miniere tedesche, dove il sistema era gi\u00e0 in uso. Fatte le prime ricerche, analizzate la conformazione del suolo e del banco lignitifero arrivarono le prime stime. Il progetto poteva essere attuato anche in Valdarno.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivarono gli studi, arrivarono le mappe, arrivarono anche i pezzi delle grandi macchine che sarebbero state assemblate nei piazzali delle precedenti miniere. Le macchine erano di vario tipo e fra loro c\u2019erano quelle che i minatori della zona nomineranno amichevolmente \u201cBette\u201d. Tecnicamente erano&nbsp; \u201cescavatori per sterile della Krupp\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le macchine di fatto furono assemblate in pochi anni tanto da entrare in funzione alla fine dei \u201850 ed erano qualcosa di grandioso, che in Valdarno non si era mai visto. Alte quasi come un palazzo di quattro piani esse si muovevano lentamente sul suolo per dirigersi nei luoghi nei quali avrebbe preso origine il sistema di escavazione a cielo aperto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire esattamente di cosa stiamo parlando utilizziamo i dati presenti nei nostri archivi: una Betta pesava circa 1500 tonnellate. Era alimentata con corrente trifase a 6kv, aveva 3 motori da 405 kw. La catena a tazze, quella che serviva per scavare, era composta da 44 tazze distanti tra loro 2.8 metri e dalla capacit\u00e0 singola di 1.00 mc. In un minuto riusciva a scaricare 24 tazze. Per muoversi usava 3 cingoli alimentati anch\u2019essi a corrente. Il suo braccio di scarico era lungo 26 metri e la sua velocit\u00e0 di spostamento era di 2-6 metri al minuto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Bene di Bette in Valdarno ce n&#8217;erano due e poi altre macchine\u00a0 iniziarono a far loro compagnia: spanditori, altri tipi di escavatori, ruspe, cavallette e chilometri di nastri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 gennaio 1958 fu collaudata la prima Betta. Erano presenti l\u2019ingegner Jaert, Wegner e Stener per la Krupp e Percivalli, Zimmermann, Benei e Lucidi per la Santa Barbara. Per capire il volume scavato furono fatti dei rilievi topografici del terreno dove sarebbe andata a lavorare. La prova inizi\u00f2 alle 11.02 per terminare alle 15.04. In questo breve lasso di tempo, 3 ore e mezzo di effettivo lavoro, la Betta riusc\u00ec a rimuovere 2813 mc di terra! Ovviamente la Santa Barbara trov\u00f2 delle pecche in questa prima \u201cuscita pubblica della macchina\u201d lamentando alcuni inconvenienti tecnici fra i quali il fatto che i motori davano problemi, c\u2019era perdita di olio per la lubrificazione dalle pompe, i freni degli argani non sembravano funzionare granch\u00e9 bene e la portata delle tazze era di sole 8 tonnellate anzich\u00e9 10 come previsto precedentemente.<\/p>\n\n\n\n<p> Ormai l\u2019epoca dell\u2019escavazione a cielo aperto della lignite dei bacini posti nel Comune di Cavriglia aveva avuto inizio. Pochi decenni dopo la zona si estender\u00e0 anche nell&#8217;area Allori &#8211; San Donato &#8211; Gaville. Le miniere chiuderanno ufficialmente nel 1994: la quantit\u00e0 di lignite estratta complessivamente sarebbe ammontata a 43.5 milioni di tonnellate mentre la terra asportata corrispose a 360 milioni di mc. Tutto il territorio che interess\u00f2 l\u2019area di escavazione e le limitrofe discariche minerarie mut\u00f2 radicalmente forma. <\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted\">(P. Bertoncini)<br><\/pre>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miniere a cielo aperto per estrarre la lignite. Si cominci\u00f2 a parlarne in\u00a0 Valdarno dopo il secondo conflitto mondiale. La guerra aveva inferto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":418,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,17,41,10,15],"tags":[109,107,100,102,108,84,28,97,98,91],"class_list":["post-417","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-castello","category-laminiera","category-cronache","category-ricerche","category-testimonianze","tag-browncoal","tag-macchine-e-miniere","tag-minierecavriglia","tag-museomine","tag-openpitmine","tag-cavriglia","tag-escavazione-a-cielo-aperto","tag-minieredelvaldarno","tag-toscana","tag-valdarno"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=417"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":419,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/417\/revisions\/419"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/418"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}