{"id":388,"date":"2019-04-24T10:12:42","date_gmt":"2019-04-24T10:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=388"},"modified":"2020-03-19T08:37:34","modified_gmt":"2020-03-19T08:37:34","slug":"la-fame-di-energia-una-centrale-elettrica-a-castelnuovo-dei-sabbioni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/la-fame-di-energia-una-centrale-elettrica-a-castelnuovo-dei-sabbioni\/","title":{"rendered":"La Fame di energia. Una centrale elettrica a Castelnuovo dei Sabbioni."},"content":{"rendered":"\n<p>Non sono molti quelli che conoscono la storia della centrale elettrica di Castelnuovo dei Sabbioni, una centrale costruita nei primi anni del 1900 della quale non rimane traccia se non nei documenti di archivio. La storia risale a molto tempo fa quando Arturo Luzzatto, figura discussa e intraprendente del mondo imprenditoriale del secolo scorso, decise di portare avanti piani industriali e politici che permisero di promuovere azioni volte allo sviluppo dell&#8217;elettrificazione. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Le miniere di lignite del Valdarno producevano combustibile per gli altiforni della Ferriera di San Giovanni. Si era cercato di eliminare il problema dei residui con la costruzione di un bricchettificio, l\u2019impianto in grado di realizzare le famose bricchette, le mattonelle di lignite. Prima se ne era costruito uno a Castelnuovo dei Sabbioni, un secondo impianto sarebbe sorto pochi anni dopo anche al Ponte alle Forche. Per\u00f2 tutto ci\u00f2 non aveva risolto il problema.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che si pens\u00f2 ad una centrale, da costruire non lontano dalle bocche di miniera. Per realizzare un progetto ambizioso e innovativo prima di tutto si doveva costituire una nuova societ\u00e0. Era il 1905 quando fu costituita la Societ\u00e0 Mineraria ed Elettrica del Valdarno. Essa era stata preceduta da un accordo fra la Societ\u00e0 delle Ferriere con il direttore Arturo Luzzatto e la Soci\u00e9t\u00e9 Fran\u00e7aise d\u2019Etudes Industrielles e il presidente Maurice Gilbert Boucher, con il quale si stabiliva la cessione alla nuova Societ\u00e0 delle miniere di lignite e del bricchettificio di Castelnuovo assieme a installazioni industriali, vie ferrate e terreni per un totale di 273 ettari. \u00a0Lo scopo della nuova societ\u00e0 sarebbe stato quello di gestire le miniere e la nuova centrale e se si guardano i componenti del consiglio di amministrazione si capisce subito che il Luzzatto puntava alto, ad avere legami con gruppi tedeschi impegnati nel settore elettrico, con la Societ\u00e0 Toscana per le imprese elettriche e nel 1918 lo troviamo nel consiglio di amministrazione della Societ\u00e0 Adriatica di elettricit\u00e0. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 marzo del 1906 era Sindaco del Comune di Cavriglia Giuseppe Fineschi. Nella seduta del consiglio si discuteva di una istanza del 14 febbraio presentata dall\u2019ing. Ugo Valduga, Direttore della Societ\u00e0 Mineraria ed Elettrica del Valdarno. La richiesta era semplice, \u201cottenere l\u2019autorizzazione per un impianto e per l\u2019esercizio di officina elettrica a Castelnuovo dei Sabbioni\u201d. &nbsp;La centrale di Castelnuovo inizi\u00f2 il suo lavoro nel 1907. Il nuovo impianto era costituito da da due edifici principali, uno per le caldaie e uno per i macchinari a vapore e il materiale elettrico. Le caldaie venivano alimentate dalla lignite che si scava nelle vicine miniere di Castelnuovo.  Si trattava di un complesso sistema produttivo integrato in grado di produrre il 90% del fabbisogno energetico del territorio in poco pi\u00f9 di dieci anni. Pochi mesi dopo la Societ\u00e0 Mineraria ed Elettrica del Valdarno venne autorizzata a distribuire \u201ca scopo di illuminazione e forze motrici energia elettrica in vari comuni della provincia di Arezzo, Siena e Firenze\u201d. Cos\u00ec l\u2019energia elettrica prodotta sotto forma di correnti trifasi e trasformata inizi\u00f2 ad essere distribuita mediante 4 linee principali: una conduttura a sei fili per Firenze, della lunghezza di 32 km attraversando i Comuni di Cavriglia, Figline, Greve, Galluzzo e Firenze. A met\u00e0 di questa linea una cabina di sezionamento e di trasformazione dell&#8217;energia [per deviare] una linea secondaria per la distribuzione di energia a S. Ellero, Vallombrosa e Pontassieve attraversando i comuni di Greve, Incisa, Rignano, Reggello, Pelago e Pontassieve. Giunta a Firenze la conduttura &nbsp;dopo aver circondato completamente la citt\u00e0 poteva diramarsi ai paesi limitrofi. Dalle sottostazioni due linee arrivano a Prato e Empoli attraversando i comuni di Brozzi, Sesto Fiorentino, Casellina, Torri, Calenzano, Campi Bisenzio e Prato. La seconda oltre a Casellina e Torri attraversa anche i Comuni di Signa e Montelupo. Una seconda conduttura a tre fili per San Giovanni Valdarno per una lunghezza di 6 km. Una terza linea a tre fili da Castelnuovo ad Arezzo attraversando i Comuni di Cavriglia, San Giovanni, Pergine, Bucine, Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Laterina, Castiglion Fibocchi della lunghezza complessiva di 38 km e infine una quarta a tre fili da Castelnuovo a Siena attraversando i comuni di Cavriglia, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga, Siena con la complessiva lunghezza di 28 km. &nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>La centrale di Castelnuovo, che impiegava uomini e donne, continu\u00f2 a distribuire energia fino al luglio del 1944 quando fu fatta saltare durante la seconda guerra mondiale. &nbsp;Pochi anni dopo sarebbe sorta una nuova centrale in localit\u00e0 Santa Barbara. Alimentata a lignite, la nuova centrale  ha segnato nel corso dei decenni lo skyline del paesaggio circostante.           <\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono molti quelli che conoscono la storia della centrale elettrica di Castelnuovo dei Sabbioni, una centrale costruita nei primi anni del 1900&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":389,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6,40,15],"tags":[88,84,80,86,87,90],"class_list":["post-388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-castello","category-centrali","category-estratti","category-testimonianze","tag-archiviaperti","tag-cavriglia","tag-centrale-elettrica-di-castelnuovo-dei-sabbioni","tag-mine","tag-minieredelvladarno","tag-tuscany"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=388"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":392,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/388\/revisions\/392"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/389"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}