{"id":362,"date":"2019-01-12T11:40:26","date_gmt":"2019-01-12T11:40:26","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=362"},"modified":"2020-03-19T08:37:55","modified_gmt":"2020-03-19T08:37:55","slug":"dino-in-germania-8-settembre-1943-7-luglio-1945","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/dino-in-germania-8-settembre-1943-7-luglio-1945\/","title":{"rendered":"Dino in Germania: 8 settembre 1943 &#8211; 7 luglio 1945"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"color:#7b7b7b\" class=\"has-text-color\">Dino era nella marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Qualche anno fa al museo MINE giunsero una lampada ad acetilene &#8211; perch\u00e9 Dino era un minatore &#8211; delle vecchie fotografie e una registrazione dove raccontava il periodo della prigionia nei campi tedeschi. In occasione delle iniziative dedicate alla Giornata della Memoria vogliamo raccontarvi la storia di Dino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\">\u201c<em>Il mio campo di concentramento era vicino ad una montagna, in un bosco. Ci s&#8217;era noi, i francesi, gli ebrei. Il campo si trovava in Germania. Mi ricordo che quando si andava a prendere la legna nel bosco per la cucina, c&#8217;erano delle fosse; quelle le avevano fatte per gli ebrei. All&#8217;esterno il campo era tutto recintato; all&#8217;interno c&#8217;erano le baracche di legno con i letti a castello dove si dormiva. Molti di noi per\u00f2 erano distesi in terra con le coperte. Nelle baracche s&#8217;era in tanti. In alcune ci si poteva stare in 200-300, in altre solo 50, dipendeva dalla dimensione . Quando ero nel campo di concentramento nella mia baracca s&#8217;era 100-150, con letti a castello, materassi fatti col granturco e cimici, da fare schifo! <\/em> <em>In questo campo ci sono stato un mese e mezzo.  <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>La giornata di un prigioniero nel campo era tremenda: prima di tutto se facevi qualcosa che non gli quadrava ti bastonavano; mangiare non lo davano; ti davano un po&#8217; di farina di granturco cotta dentro l&#8217;acqua, senza sale e senza niente.Quello era il mangiare! Non c&#8217;era via di uscita fino a quando non ci hanno mandato ai campi di lavoro. Si lavorava in una miniera, nella Renania, vicino a Francoforte. Eravamo 29 italiani, dalla Sicilia a Trento, a Padova e 4 toscani. Nel campo s&#8217;era un migliaio di persone. Era un campo davvero grande<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>Potevo scrivere liberamente alla mia\nfamiglia ma solo in un certo modo. Potevo mandare le cartoline che mi\nvenivano date nel campo. Quando arrivavano delle lettere, e ci poteva\nvolere anche un anno, arrivavano censurate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>Ho provato qualche volta anche a scappare, ma senza successo<\/em>. <em>Una volta mi fecero la spia. Ero scappato dal reticolato e quando rientrai trovai alla baracca la guardia tedesca. Mi portarono davanti ad un ingegnere, ma siccome io ero un lavoratore che sapevo fare, sapevo lavorare in miniera&#8230; allora l&#8217;ingegnere mi disse solo di non farlo pi\u00f9. <\/em> <em>Io e gli altri che erano con me nel campo si lavorava in miniera e si facevano due turni: la mattina dalle 6 alle 14 e poi dalle 14 alle 22. <\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>Quando si lasciavano i panni del lavoro in miniera ad asciugare, capitava la mattina di trovare nelle tasche un po&#8217; di cibo, qualche caramella, A volte capitava anche che anziani tedeschi che lavoravano con noi riuscissero a passarci dei termos con della minestra all&#8217;inizio della discenderia, quando i sorveglianti non ci guardavano scendere&#8230; Le ore che non lavoravi in miniera erano di riposo. Io sono andato a lavorare anche presso una famiglia di contadini, potevo mangiare cos\u00ec a casa di questa famiglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>Non ho visto morire i miei compagni, ma li ho visti feriti. Purtroppo ho visto anche le camere a gas. Ci hanno chiamato a fare la disinfezione<\/em>.  <em>Mi ricordo di una ragazza che era nel campo. Mi ricordo che s&#8217;era nei mesi invernali, gennaio, forse, e lei aveva addosso solo una \u201csottanina\u201d e lavava fuori nel piazzale. Le ho regalato il cappotto della marina, il mio. Era russa. Mi ringrazi\u00f2 con un cenno.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-very-dark-gray-color\"><em>Quando  fin\u00ec la guerra arrivai a Firenze. Da l\u00ec sono salito su un camion e sono sceso al Ponte alle Forche. L\u00ec ho incontrato due amici che portavano la lignite da Castelnuovo al Ponte alle Forche. Con loro sono arrivato fino alle Casacce e da l\u00ec un viottolo, fino alla casa degli zii&#8230;<\/em>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dino era nella marina durante la Seconda Guerra Mondiale. 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