{"id":228,"date":"2018-03-31T13:53:39","date_gmt":"2018-03-31T13:53:39","guid":{"rendered":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/?p=228"},"modified":"2020-03-19T08:38:31","modified_gmt":"2020-03-19T08:38:31","slug":"4-luglio-1944-il-ricordo-di-aldo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/memoriediunaterra.minecavriglia.it\/memorie\/4-luglio-1944-il-ricordo-di-aldo\/","title":{"rendered":"4 luglio 1944: il ricordo di Aldo"},"content":{"rendered":"<p>Aldo Dini, classe 1928 quel giorno del 4 luglio 1944 si trovava a Castelnuovo dei Sabbioni, come tanti suoi concittadini. Assieme a loro fu portato in piazza IV Novembre, presso il muro al di sotto della chiesa del paese. Riusc\u00ec a sopravvivere&#8230; e questo \u00e8 parte del racconto che ci ha lasciato in un dattiloscritto conservato presso il centro di documentazione del museo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Lo stato di guerra era avvertito anche dai civili per i continui attacchi aerei dell&#8217;aviazione inglese e americana. L&#8217;annuncio della resa dell&#8217;esercito italiano era ormai ritenuto inevitabile. Negli abitanti di Castelnuovo, di fronte alla caotica situazione che si venne a creare, oltre allo sbigottimento generale e alle pessime condizioni economiche in cui versava la popolazione, la speranza era che il conflitto fosse finito.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Purtroppo non fu cos\u00ec ed i mesi successivi furono i pi\u00f9 duri e i pi\u00f9 terribili.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>In quel periodo durante il giorno non era raro che la sirena delle miniere suonasse per dare l&#8217;allarme perch\u00e9\u00a0si stavano\u00a0<\/em><i>avvicinando formazioni di aerei inglesi e americani che eseguivano bombardamenti specie lungo la linea ferroviaria che attraversava il Valdarno.\u00a0<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Con lo sbandamento completo dell&#8217;esercito italiano molti militari riuscirono a tornare a casa ma le autorit\u00e0 dell&#8217;epoca li richiamarono alle armi. Cosicch\u00e9\u00a0molti di loro decisero di andare sui monti a costituire formazioni partigiane. I partigiani si installarono anche nei monti del Chianti.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Il 4 luglio 1944 i tedeschi, la mattina verso le 6.00, arrivarono con diversi reparti armati e cominciarono a requisire tutti i civili che incontravano a Castelnuovo e a condurli nella piazza della parte alta del paese, posta sotto la chiesa. Una parte di essi furono fermati, a quanto si \u00e8 saputo, vicino alle scuole elementari e successivamente rilasciati. I cittadini che furono requisiti nella piazza dovettero dare tutti i documenti e gli oggetti personali. Il parroco, Don Ferrante Bagiardi, accortosi di quello che stava accadendo si rec\u00f2 nella piazza e parl\u00f2 con il comandante tedesco per sapere cosa intendevano fare. Dopo aver saputo le loro intenzioni cerc\u00f2 di dare l&#8217;ultimo conforto alle vittime. Suor Maddalena Delfino venne nella piazza con le ostie per dare a tutti la Comunione.\u00a0<\/em><em>Le persone requisite furono costrette ad andare verso il muro della piazza e l\u00ec furono barbaramente mitragliate, uccise e poi bruciate. Prima di andarsene i tedeschi dettero fuoco alle case di Camonti.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Alcuni miracolosamente si salvarono, come me. Mi salvai perch\u00e9\u00a0andando verso il muro dalla parte sinistra vidi il portone del palazzo attiguo semi aperto. Dentro c&#8217;era gi\u00e0 entrata un&#8217;altra persona che mi disse &#8220;vieni ragazzo, vieni&#8221;. Con lui, correndo a pi\u00f9 non posso ci portammo davanti al muraglione della diga che era sotto il paese. Arrivati vicino all&#8217;acqua sentimmo le scariche di mitraglia. Io attraversai a nuoto la diga e fuggii il pi\u00f9 lontano possibile dalla zona.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Con gli indumenti rimasti, scalzo, andavi verso la miniera di Pian di Colle e poi verso i monti del Chianti. Giunto in localit\u00e0 Le Corti alcune persone mi videro e mi domandarono cosa era successo. Raccontai come mi ero salvato e che era stata commessa una strage. Mi dettero alcuni indumenti, le scarpe, i pantaloni e la giacca. Poi mi diressi a Montedomenici, dove si trovava la formazione partigiana. L\u00ec raccontai la mia vicenda e cosa era accaduto a Castelnuovo. Passata la notte mi misi in cerca dei miei genitori che trovai a Casignano. Mi credevano morto.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><em>Dopo alcuni giorni in una delle tante nottate sentimmo un forte boato che veniva dalle miniere. Erano le truppe tedesche che in ritirata facevano saltare in aria i pi\u00f9 importanti impianti della miniera, compresa la centrale elettrica. Ci spostammo con altre persone alla galleria Le Bicchieraie, vicino alla Dispensa. Ci sistemammo al 3\u00b0 livello e per alimentarsi la mia mamma andava alle case della Dispensa e ci portava pane e minestra. La permanenza in galleria dur\u00f2 diversi giorni, cio\u00e8 fino a quando le truppe anglo-americane arrivarono a liberarci.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Aldo Dini<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aldo Dini, classe 1928 quel giorno del 4 luglio 1944 si trovava a Castelnuovo dei Sabbioni, come tanti suoi concittadini. 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